Una lezione fatta col cuore

Sarà capitato anche a voi di vedere gli occhi dei vostri studenti brillare per l’entusiasmo. Oggi è stato uno di quei giorni. Nelle ultime lezioni, in quarta, abbiamo fatto l’apparato cardiocircolatorio.

I ragazzi di questa classe sono particolarmente coinvolti e appassionati per cui abbiamo deciso di fare un’esplorazione diretta del cuore di maiale con l’obiettivo di riconoscere le parti anatomiche del cuore e i vasi ad esso collegati e cercare di ricostruire il percorso del sangue attraverso il cuore.

Grazie ad un’alunna (preziosa!!) ne abbiamo recuperati 5 e così tutti hanno potuto osservare bene e “toccare con mano”.

Il giorno prima ho preparato delle tavole anatomiche con immagini plastificate del cuore utili per l’osservazione esterna e in sezione in modo che i ragazzi avessero dei riferimenti durante l’osservazione. Come è facile immaginare, infatti, un conto è studiare l’anatomia del cuore su un’immagine del libro d testo e un altro è cercare di identificare dal vivo le varie strutture… non così automatico, ma nemmeno impossibile.

Cuore

Il pericardio parietale era già stato rimosso per cui non è stato possibile osservarlo. I ragazzi hanno, quindi, iniziato cercando innanzitutto di identificare quale fosse la parte ventrale e quale quella dorsale.

Osservare la superficie ventrale del cuore identificando le arterie

Per identificare quale sia la parte ventrale, si possono cercare due caratteristiche chiave: il grande tronco dell’arteria polmonare che parte dalla parte superiore del ventricolo destro e i lembi delle auricole che ricoprono la parte superiore degli atri. Inoltre, la parte anteriore del cuore è più curva, mentre il lato posteriore è molto più piatto.

Appoggiando, quindi, il cuore sul vassoio in modo da poter osservare la superficie ventrale la prima strutture facilmente identificabile è il solco interventricolare che passa sotto l’auricola destra. In questa posizione, le strutture che si trovano sull’animale a sinistra sono a destra e viceversa.

I ventricoli appaiono ruotati, per cui il ventricolo sinistro si trova dietro il ventricolo destro.

I ragazzi hanno quindi identificato l’atrio destro e l’atrio sinistro.

Le auricole sono due appendici rosate, localizzate anterosuperiormente, che corrispondono alla regione atriale.

Le arterie sono facilmente identificabili: una volta identificato il tronco polmonare, che raccoglie sangue deossigenato dal ventricolo destro portandolo ai polmoni, l’aorta si trova subito dietro.

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L’aorta trasporta sangue ossigenato proveniente dal ventricolo sinistro e si si dirama subito per dare origine al tronco brachio-cefalico, o arteria anonima, (che trasporta sangue all’arto superiore sinistro e alla testa) e all’arco aortico (che trasporta sangue all’arto superiore sinistro, alla testa e a tutto il resto del corpo).

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Dopo aver girato a sinistra dell’aorta per 4-5 cm il tronco polmonare si suddivide nei suoi due rami terminali: l’arteria polmonare destra e l’arteria polmonare sinistra.

Ho chiesto ai ragazzi di inserire un dito all’interno del tronco polmonare per vedere che si arriva nel ventricolo destro.

Inizialmente mi hanno guardata un po’ “disgustati”, per cui ho detto che avrebbero potuto utilizzare anche una bacchetta di vetro se non se la sentivano, ma poi l’amore per la scienza ha prevalso e nessuno si è sottratto alla prova.

Ripetendo l’esplorazione con l’aorta hanno visto che si arrivava nel ventricolo sinistro.

Ho detto loro di schiacciare il ventricolo sinistro per notare, al tatto, che il suo spessore è maggiore rispetto a quello del ventricolo destro.

Grazie al solco dell’arteria coronaria (anteriore discendente) si può vedere il confine tra i due ventricoli.

Osservare la superficie dorsale identificando le vene.

Siamo quindi passati all’osservazione della superficie dorsale del cuore.

Le due vene principali che entrano nel cuore si trovano nella parte posteriore.

Le condizioni dei cuori, purtroppo, non hanno permesso di osservare bene la vena cava superiore (sul lato destro del cuore in alto) e il foro delle vene polmonari (sul lato sinistro), vasi che portano il sangue ossigenato dai polmoni al cuore.

Inserendo, però, le dita in ciò che restava della vena cava superiore hanno verificato che si arriva nell’atrio destro, ma non hanno potuto identificare il collegamento con la vena cava inferiore.

Effettuare le incisioni

Una volta individuati i vasi abbiamo aperto il cuore per visualizzarne le camere interne.

La prima incisione è stata fatta lateralmente lungo il ventricolo destro (senza arrivare all’apice del cuore) che può essere identificato schiacciando il cuore, in quanto il miocardio della parte destra è molto meno rigido di quello del ventricolo sinistro. Questo taglio ha permesso di vedere la valvola tricuspide, che consente al sangue di scorrere dall’atrio destro al ventricolo destro, le corde tendinee della valvola (sembrano paracaduti) e i muscoli papillary a cui sono ancorate, il tratto ventricolare destro e la valvola polmonare. È stato possibile osservare anche lo spessore della parete muscolare del ventricolo destro.

La seconda incisione è stata effettuata nel ventricolo sinistro sempre lateralmente (senza arrivare all’apice del cuore). I ragazzi hanno eseguito un’incisione longitudinale che si estendeva dal basso verso l’alto del ventricolo sinistro per poi continuare fino all’atrio in modo da poter vedere l’intera parte sinistra del cuore. Anche in questo caso hanno potuto osservare lo spessore della parte muscolare dell’atrio sinistro (più spessa del destro).

cuoreSono state, quindi, individuate le cavità e le rispettive valvole.

Un’altra osservazione interessante e di effetto è stata fatta tagliando il ventricolo sinistro fin dentro all’aorta. È stato, infatti, possibile osservare la struttura interna dell’aorta e la presenza di tre tasche (valvole semilunari) che impediscono il reflusso del sangue quando il ventricolo è rilassato. Nelle due tasche laterali è stato possibile vedere anche le aperture che si collegano alle arterie coronaria destra e sinistra. In questo caso, il foro era troppo piccolo per l’esplorazione con le dita, ma inserendo una bacchetta di vetro in queste aperture hanno potuto verificare che questa ricompariva nel solco coronarico.

Invece del solito report scritto, ho chiesto ai ragazzi di fotografare e filmare quanto più potevano e poi creare delle tavole anatomiche fotografiche in cui inserire “etichette” in corrispondenza delle varie strutture identificate.

Sono stati 50 minuti di lavoro intenso e ricco di soddisfazioni. A volte basta davvero poco per una lezione che resterà impressa nella memoria davvero a lungo, non credete?

Se non l’avete mai fatto potete documentarvi con questo magnifico video:

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