Andare al cuore del problema

Ricordate la “lezione fatta col cuore”? Per carattere non sono mai soddisfatta al cento per cento di ciò che faccio e quando riprendo in mano le “idee” dell’anno precedente la voglia di cambiare qualcosa è sempre troppo forte. In fondo tutto è perfettibile no?

Devo ammetterlo… non ho fatto solo qualche “piccola” modifica qua e là, ma ho inserito questa attività in un impianto del tutto nuovo e, lo confesso, ci ho lavorato davvero molto. Il mio più grande difetto (o forse uno tra i tanti…) è che lavoro a cose nuove con il treno già in corsa, tipo ci lavoro oggi ma devo farlo tra tre giorni!!!

A volte ci riesco senza troppi sforzi, altre volte, come in questo caso rimango letteralmente travolta dal mio stesso entusiasmo, mi insulto un po’ da sola per essermi cacciata in un nuovo guaio, ma poi non mollo perché so che come sempre ne varrà la pena. Okay, basta chiacchiere e veniamo al sodo.

Quest’anno sto cercando di trattare l’anatomia e la fisiologia in un modo più concreto e significativo. Vi ho già parlato altre volte del National Center For Case Study Teaching in Science (NCCSTS), vero? Qui potete trovare una miriade di interessanti casi di studio che potete usare tal quali (traducendoli in italiano o usandoli direttamente in inglese con i ragazzi più grandi) o semplificarli un po’. La cosa importante è con questo tipo di attività gli studenti possono esplorare fenomeni biologici, e non, attraverso casi di studio reali, che li incuriosiscono e coinvolgono anche a livello emozionale.

Curiosando tra le mille possibilità offerte ho trovato un caso non troppo difficile sull’apparato cardiocircolatorio e mi sono lanciata nell’impresa che voglio raccontarvi oggi.

Il caso di studio da cui sono partita, modificandolo un po’, è “The Heart of the Problem: From Heart Attack to Kidney Failure” di Kristine A. Garner e Brandy C. Ree del Department of Biological Sciences University of Arkansas – Fort Smith.

La didattica non trasmissima richiede molto più tempo del normale per cui ho adottato una metodologia flipped. Ho, quindi, realizzato un video introduttivo sulla fisiologia del cuore che i ragazzi hanno “studiato” il giorno prima dell’attività, accompagnandolo con la lettura autonoma di alcune pagine del libro di testo che trattavano gli stessi argomenti del video.

Il giorno dopo, in classe, ho iniziato distribuendo una scheda in cui viene descritto il seguente scenario

Parte I: emergenza

La Sig.ra Rossi entra in casa dalla porta d’ingresso dopo aver fatto la spesa e trova il marito riverso sul pavimento che respira a fatica e si stringe il petto. La moglie chiama subito il 118 e in pochi minuti il signor Rossi viene ricoverato in ospedale con dolori al petto e dispnea (sensazione di mancanza d’aria). Al momento del ricovero, i segni vitali del signor Rossi sono i seguenti:

Valori del Sig. Rossi Valori normali
Pressione sanguigna sistolica

(mm Hg)

90 120
Pressione sanguigna diastolica (mm Hg) 52 80
Temperatura corporea 37 36,5-37,2
Frequenza cardiaca

(battiti per minuto)

120, irregolare 60-80
Frequenza respiratoria

(respiri per minuto)

33, dispnoico (sensazione di mancanza d’aria) Da 12 a 20
Saturazione di ossigeno 89% 95-100%

Chiedo quindi ai ragazzi di lavorare in gruppo (2-4 studenti) per analizzare i dati a loro disposizione e cercare di capire quali valori sono nella norma e quali invece no. Chiedo anche di ipotizzare quali altri dati o esami potrebbero essere utili per capire cosa può essere successo ai signor Rossi. Discutiamo le risposte e passiamo alla seconda parte.

 

La signora Rossi è preoccupata perché il marito, che ha 72 anni, ha già una storia di problemi cardiaci. In ospedale, il paziente viene visitato e vengono eseguiti elettrocardiogramma ed ecocardiogramma. Quando finalmente il medico va a parlare con la signora Rossi, le notizie non sono buone: il marito ha avuto un attacco di cuore che gli ha causato una insufficienza valvolare. In pratica, un muscolo papillare che controlla una valvola del suo cuore è stato gravemente danneggiato e non funziona più.

In gruppo, i ragazzi, sulla base di quanto studiato autonomamente attraverso il video e il libro di testo, discutono e si confrontano rispondendo a queste domande:

1. Qual è lo scopo della circolazione sanguigna?

2. Descrivete il percorso del sangue attraverso il cuore dal suo ingresso nell’atrio destro del cuore all’aorta, specificando anche il suo passaggio attraverso tutte le camere e le valvole cardiache.

3. Qual è la funzione delle valvole del cuore?

4. Qual è la funzione dei muscoli papillari?

5. Quale valvola viene compromessa da un danno al muscolo papillare del ventricolo sinistro?

Gli ultimi dieci minuti discutiamo le risposte date dai vari gruppi e noto con piacere che per loro, fin qui, è tutto molto chiaro.

La lezione seguente, andiamo in laboratorio. Sei cuori di maiale ci aspettano per la dissezione. Dopo i primi momenti di “paura” la curiosità vince e i ragazzi lavorano entusiasti. Fotografano e filmano tutto perché la relazione dovrà essere in formato multimediale.

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A casa, gli studenti devono guardare un secondo video sulla fisiologia del cuore che servirà per affrontare le attività previste il giorno seguente.

La mattina dopo, in classe, proseguiamo con la lettura dello scenario.

Parte III – Coinvolgimento cardiovascolare

Il signor Rossi versa in gravi condizioni. Il suo muscolo papillare posteromediale è stato danneggiato dall’infarto miocardico e non è più in grado di mantenere chiusa la valvola. L’infarto gli ha, quindi, causato il prolasso della valvola mitrale. A causa della diminuzione della gittata cardiaca, il paziente lotta per la vita. Il mantenimento della gittata cardiaca è, infatti, necessario perché ci sia un adeguato flusso di sangue attraverso il corpo. Il medico parla con la moglie del signor Rossi e le spiega che suo marito ha avuto un infarto nella parte sinistra del cuore e che la sua pressione sanguigna sta lentamente ma costantemente diminuendo.

A questo punto i ragazzi, sempre lavorando in gruppo, devono affrontare i seguenti quesiti:

1. Cosa succede al flusso sanguigno a causa del prolasso della valvola mitralica?

2. Il prolasso della valvola mitralica aumenta, diminuisce o non modifica la gittata sistolica (la quantità di sangue che esce dal ventricolo ad ogni contrazione ventricolare)?

3. In che modo il prolasso mitralico diminuisce la gittata cardiaca (la quantità di sangue che esce dal cuore in un minuto)?

4. Spiega in che modo la gittata cardiaca determina la pressione del sangue.

5. Perché il cuore del Sig. Rossi batte più velocemente del normale?

Come il giorno precedente discutiamo insieme le risposte date alle domande.

Prima di affrontare la quarta parte dello scenario con un ppt spiego in classe i seguenti argomenti: struttura e funzione dei vasi sanguigni, fattori da cui dipende la pressione sanguigna, rischi legati all’ipertensione, controllo della distribuzione del sangue da parte del tessuto muscolare liscio, filtrazione e riassorbimento a livello dei capillari.  Siamo così pronti per proseguire con lo scenario.

Parte IV – Coinvolgimento polmonare

Il signor Rossi continua a peggiorare respirando sempre più a fatica. Il medico gli ausculta il torace e sente che il respiro è rapido e produce rantoli crepitanti. La grave insufficienza mitralica causata dall’infarto comporta un rigurgito di sangue dal ventricolo sinistro all’atrio e questo sta causando anche problemi respiratori. Ancora una volta, in gruppo, i ragazzi discutono e rispondono alle seguenti domande:

1. La parte sinistra del cuore da quale parte del corpo riceve sangue?

2. Se la valvola bicuspide (mitrale) non si chiude bene, la circolazione polmonare aumenta, diminuisce o rimane uguale?

3. La pressione del sangue a livello polmonare aumenta o diminuisce a seguito dell’insufficienza cardiaca sinistra? Perché?

4. Il cambiamento della pressione a livello polmonare causato dall’insufficienza cardiaca sinistra aumenta o diminuisce la filtrazione nei polmoni? Perché?

5. Perché il cambiamento della pressione sanguigna a livello polmonare ha prodotto i rantoli crepitanti?

6. Perché il signor Rossi respira più velocemente?

Discutiamo le risposte e terminiamo l’attività con l’ultima parte dello scenario.

Parte V- coinvolgimento renale e risoluzione

Il signor Rossi è in edema polmonare e viene subito iniziato il trattamento farmacologico per ridurlo. Il paziente però continua inesorabilmente a peggiorare. Controllando la sacca del catetere vescicale, il medico nota infatti che nonostante la somministrazione di diuretico per il trattamento dell’edema polmonare il paziente non ha quasi urinato. Chiama, quindi, la moglie e le dice che le condizioni del marito sono gravissime poiché è insorta anche un’ insufficienza renale. La moglie è disperata e il medico le spiega che anche i reni per funzionare dipendono dalla pressione sanguigna e che l’infarto ha causato anche l’insufficienza renale. Il paziente viene, quindi, inviato immediatamente in cardiochirurgia per un intervento di sostituzione valvolare. La signora Rossi angosciata aspetta per ore in sala d’attesa finché vede uscire il chirurgo dalla sala operatoria con il sorriso sulle labbra. “Suo marito è in terapia intensiva, l’intervento è riuscito. Presto starà bene!”. La signora sollevata scoppia in singhiozzi e abbraccia il medico.

Prima di chiudere chiedo ai ragazzi come pensano che cambieranno le funzioni vitali e le funzioni respiratorie e renali del signor Rossi dopo l’intervento di sostituzione valvolare.

Che ne pensate? I ragazzi, come sempre in questi casi, sono stati bravissimi.

Voi come trattate questo argomento? Avete altre idee per trattare l’anatomia e la fisiologia in modo non trasmissivo? Se vi va raccontatelo nei commenti!

Alla prossima ☺

2 pensieri su “Andare al cuore del problema

  1. Complimenti, sembra una bellissima serie di lezioni, non vedo l’ora di poterla realizzare in classe. Preziosissimo il link del National Center for case study. Ho iniziato a lavorare secondo la metodologia PBL e avevo estrema necessità di ispirazione: questo sito è davvero efficace. Grazie

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