Animali fantastici e come studiarli

Ungaro spinato, Gallese verde, Petardo cinese e Grugnocorto svedese. Sono i draghi che Harry Potter, Fleur Delacour, Victor Krum e Cedric Diggory affrontano nella prima prova del Torneo Tremaghi in Harry Potter e il calice di fuoco (J. K. Rowling, Salani 2001).

Draghi. Quattro enormi draghi completamente sviluppati, dall’aria malvagia, si impennavano in uno spazio recintato da spesse assi di legno, ruggendo e sbuffando: torrenti di fuoco sprizzavano nel cielo buio dalle loro bocche spalancate e zannute, sorrette da colli tesi a quindici metri di altezza. Ce n’era uno di un blu argenteo con lunghe corna appuntite, che ringhiava e tentava di mordere i maghi a terra; uno verde ricoperto di scaglie lisce, che si contorceva e pestava i piedi con tutte le sue forze; uno rosso con una strana frangia d’oro lucente attorno al muso, che sparava nuvole di fuoco a forma di fungo nell’aria; e uno nero gigantesco, più simile a un lucertolone degli altri, il più vicino a loro.

Harry Potter e il calice di fuoco (J. K. Rowling, Salani 2001, p.281).

E che dire di Drogon, Rhaegal e Viserion che guideranno Daenerys alla conquista dei Sette Regni del Trono di Spade?

Ma, soprattutto, cosa c’entrano i draghi con lo studio delle scienze?

Geniverse è un software gratuito per attività STEM interattive del Concord Consortium’s. Per accedervi bisogna registrarsi indicando se si accede come docente o come studente, la nazione di provenienza e il nome della scuola di appartenenza. All’interno del repository si trovano moltissime attività interessanti tra cui Geniverse una sorta di gioco interattivo per studenti di scuola superiore (ma adattabile anche per quelli della secondaria di primo grado) che li coinvolge nell’esplorazione della genetica incrociando e studiando… draghi virtuali!

Il gioco è corredato da strumenti per la valutazione (pre-test e post-test) in grado di fornire un immediato feedback sull’apprendimento degli studenti. Ma non finisce qui!

C’è anche Geniversity, sito di supporto di Geniverse, in cui potrete trovare una guida per il docente, lesson plans, dispense per gli studenti e indicazioni didattiche sull’insegnamento attraverso il gioco. Insomma… tante idee e risorse davvero valide!

Se, invece, nella vostra scuola il digitale ancora non vi assiste potete sempre “ripiegare” su tecnologie non digitali come: carta, forbici e pennarelli.

Nell’attività “La genetica dei draghi” (Dragon genetics di Pamela Esprivalo Harrell della University of North Texas), gli studenti disegneranno un drago con caratteristiche derivate dal mescolamento casuale di geni di origine paterna e materna. Per fare ciò, simuleranno il processo della fecondazione che porta alla formazione di uno zigote diploide, ossia con due assetti cromosomici, ciascuno fornito da uno dei due genitori. Dall’analisi degli alleli presenti su ciascun cromosoma comprenderanno che il genotipo è il corredo genetico, ossia l’insieme dei geni posseduti da un individuo mentre il fenotipo è costituito dalle caratteristiche fisiche o fisiologiche espresse dei geni. Dover “decifrare” i caratteri espressi dai cromosomi aiuterà gli studenti a comprendere meglio i Principi di Mendel e le sue estensioni.

Per ciascun gruppo serviranno:

  • 2 ovetti di plastica
  • filo di lana
  • colla a caldo (facoltativo)
  • pennarelli o matite colorate
  • carta
  • forbici e colla

Prima dell’attività si dovranno preparare i “cromosomi”. Quando fate le fotocopie, è meglio utilizzare carta colorata per distinguere il materiale genetico paterno da quello materno: per esempio azzurra per il padre e rosa per la madre. Variate in modo opportuno le lettere che indicano i geni dominanti/recessivi/codominanti/legati al sesso in modo da assicurarvi varietà nella progenie. Create dei set di 4 cromosomi di forma leggermente diversa (3 autosomi e 1 cromosoma sessuale) per ciascun gamete ed eventualmente plastificateli in modo che possano essere riutilizzati. Disponete i cromosomi paterni in ovetti a cui avete attaccato un filo di lana che simuli la coda degli spermatozoi, mentre quelli materni in ovetti senza coda, possibilmente più grandi (anisogamia), che simulino le cellule uovo, come questi (scusate la pessima qualità delle foto!):

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Se non trovate gli ovetti di plastica (nei negozi di hobbistica) o se volete risparmiare risorse economiche e/o tempo, potete mettere i cromosomi paterni e materni in semplici bustine di plastica trasparente.

Se voleste rinforzare anche il concetto della casualità della fecondazione, uno dei fattori che producono variabilità genetica nella riproduzione sessuata, potreste far “costruire” agli studenti gli assetti cromosomici dei gameti facendo scegliere in modo casuale i cromosomi da inserire negli ovetti da un contenitore che contenga tutti i gameti possibili che si possono ottenere con i geni a disposizione.

In classe

Far scegliere casualmente un ovulo e uno spermatozoo di drago. Simulando la mescolanza del materiale genetico al momento della fecondazione, fate aprire lo spermatozoo e la cellula uovo e mescolare sul banco i cromosomi. Utilizzando il numero presente su ciascuno (materno e paterno) fateli appaiare creando 4 coppie di cromosomi omologhi.
Far annotare tutte le caratteristiche dei tratti presenti sui cromosomi in una tabella  specificando il genotipo e il fenotipo del cucciolo di drago e se è omozigote/eterozigote/emizigote per quel carattere.

Per far determinare il fenotipo fate utilizzare la chiave degli alleli che fornirete.
Dite ai ragazzi di prestare molta attenzione al formato della lettera che indica il carattere, ricordando che la lettera maiuscola rappresenta il carattere dominante mentre quella minuscola il carattere recessivo.

Una volta determinati i tratti ereditati dal cucciolo di drago, i ragazzi dovranno ritagliare le parti del corpo appropriate dalla scheda che fornirete, incollarle su un foglio di carta (o disegnare direttamente il draghetto su un foglio) e colorarle in modo da mettere in evidenza il fenotipo del nuovo individuo.

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Semplice ma efficace! Naturalmente, come sempre, se vi interessano i materiali pronti da stampare…scrivete! 🙂

 

Per saperne di più:

 

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