Progettare unità di apprendimento IBSE: #2 come identificare le comprensioni durevoli

Cari amici eccoci qui, come promesso, con un nuovo step della progettazione a ritroso di unità di apprendimento inquiry-based.

Nei giorni scorsi alcuni di voi mi hanno raccontato di aver già provato ad approcciare la progettazione a ritroso di Wiggins e McTighe, ma di essersi scoraggiati lungo la strada. Come ho già detto a chi mi ha scritto (qui sul blog o in privato) usare questo modello, all’inizio, può sembrare scomodo e troppo complicato, anzi… lo è, realmente! Se si tiene duro, però, se ne coglie il grande potenziale per il miglioramento dell’apprendimento degli studenti e non si può più tornare indietro.

Questo, naturalmente, vale anche più in generale. Quando lavori su qualcosa di profondo e importante (nel mio caso progettazione a ritroso e IBSE) ti scatta qualcosa dentro,  cambi occhi e, per fortuna, niente è più come prima.

Non fraintendetemi, però! La mia didattica quotidiana non è certo perfetta, da manuale, sempre progettata alla perfezione.  La definirei, piuttosto, un work in progress continuo.

inprogress

Come tutti voi, ogni anno ritorno sui miei passi e rifletto sulle cose che hanno funzionato, su quelle che, invece, sono da modificare cercando di migliorarle e cerco anche di aggiungere un nuovo tassello, riprogettando percorsi in modo da renderli sempre più inquiry-based

Insieme è meglio!

Ma ora ci siete anche voi e insieme potremo discutere delle nostre idee, del nostro lavoro, delle nostre passioni e, perché no, anche di ciò che è meno nelle nostre corde aiutandoci a vicenda: colleghi lontani geograficamente, ma vicini nelle idee e nella voglia di fare. Sono così contenta! Grazie davvero per essere qui!

Ma bando alle ciance e cominciamo!

Dopo aver individuato le grandi idee della disciplina e consultato le Indicazioni Ministeriali, è arrivato il momento di stabilire le nostre  priorità curricolari e identificare le comprensioni durevoli dell’unità che stiamo progettando.

Dal momento che ci troviamo sempre di fronte a una quantità di contenuti superiore a quelli che effettivamente riusciamo a svolgere in classi numerose e con solo due/tre ore alla settimana, siamo, di fatto, obbligati a compiere delle scelte, ossia  stabilire priorità curricolari.

Secondo Wiggins e McTighe progettare a ritroso ci consente di evitare di incappare in un errore molto frequente della pianificazione dell’insegnamento: seguire la logica del completamento del programma, per cui insegnare significa marciare attraverso il “programma” o, per essere più precisi, il libro di testo.

Il lavoro dell’insegnante, però, non consiste nello spiegare tutto ciò che si trova nel libro di testo o tutto ciò che si conosce su un argomento (cosa, del resto, impossibile).

L’insegnante deve essere un facilitatore di apprendimento, deve aiutare i suoi studenti a mettere le cose in ordine di priorità, deve renderle interessanti e utili, deve far “scoprire” i contenuti ai suoi ragazzi e non semplicemente spiegarli.

Quindi, il passo successivo che dovremo fare consisterà nell’identificazione dei contenuti possibili, relativamente ad un argomento/tema, per poter stabilire le nostre priorità curricolari.

Non so voi, ma io sono una persona che per chiarirsi le idee su qualcosa ha ancora bisogno di carta e penna per cui, quando voglio preparare un nuovo percorso o revisionarne uno già fatto, per prima cosa scrivo un elenco di tutti i contenuti che mi vengono in mente  su un determinato argomento/tema.

 

Progetto senza titolo

Fatto questo, li organizzo nelle due categorie indicate da Wiggins e McTighe:

  1. conoscenze con cui gli studenti dovrebbero avere familiarità, (ciò che, per me, non è di fondamentale importanza ma che comunque voglio che in qualche modo, a grandi linee, i ragazzi assaggino, ossia ascoltino, leggano, vedano, ricerchino o incontrino);
  2. conoscenze (fatti, concetti e principi) e abilità (processi, strategie e metodi) importanti;

Premesso che la mia unità di apprendimento sul sistema oceano è inserita nel contesto più ampio di studio dell’idrosfera e che ciclo dell’acqua e idrosfera continentale sono già stati affrontati in un’altra unità, ecco quanto ho scritto nella mia progettazione per una classe di prima superiore.

Conoscenze che meritano familiarità:

  • Origine dell’acqua sulla Terra.
  • Formazione dei primi oceani e dell’atmosfera.
  • Link BIOLOGIA: classificazione degli organismi marini a seconda di dove vivono e di come si muovono.
  • Link BIOLOGIA: fattori da cui dipende la distribuzione della vita marina e principali zone oceaniche.
  • Caratteristiche dell’acqua di mare in relazione a: quantità di sali disciolti, pressione, penetrazione della luce e colore.
  • Forze che agiscono sulle linee di costa.
  • La morfologia costiera: forme di erosione e di deposito.
  • Stabilizzazione delle spiagge (strutture di protezione e ripascimento).
  • Educazione ambientale: oceano come risorsa naturale
  • Educazione ambientale: benefici e difficoltà associate alla produzione di elettricità usando l’energia delle onde oceaniche.
  • Storia delle esplorazioni dei fondali oceanici e strumenti della batimetria.
  • Professione: oceanografo.

Conoscenze e abilità importanti:

  • Definizione di idrosfera marina e la distribuzione degli oceani.
  • Composizione dell’acqua di mare.
  • Definizione di salinità e unità di misura utilizzata per esprimerla.
  • Origine dei sali marini.
  • Principali fattori e processi che influenzano la salinità degli oceani.
  • Principali fattori da cui dipendono le variazioni di temperatura negli oceani.
  • Definizione di termoclino.
  • Principali fattori che influenzano la densità dell’acqua di mare.
  • Definizione di picnoclino.
  • Stratificazione delle acque oceaniche.
  • Definizione di corrente oceanica.
  • Circolazione oceanica superficiale (effetti del vento sul movimento dell’acqua in superficie e dell’effetto di Coriolis sul movimento di oggetti o materiali quando vengono osservati in un sistema in rotazione).
  • I modelli di circolazione delle acqua oceaniche: correnti superficiali e gyres (Circuiti).
  • Correnti oceaniche e clima.
  • Upwelling costiero.
  • Gli effetti di El Niño e La Niña
  • Circolazione oceanica profonda.
  • Circolazione nel Mar Mediterraneo.
  • Origine del moto ondoso.
  • Caratteristiche delle onde marine e fattori da cui dipendono.
  • Caratteristiche del moto ondoso in mare aperto e vicino alla costa.
  • Definizione di maree.
  • Forze che causano le maree.
  • Ciclo mensile delle maree.
  • Educazione Ambientale: effetti della dispersione della plastica e di altri inquinanti negli oceani.

Che ne pensate?

Quali sono, invece, le vostre priorità?

Cosa fareste in modo diverso?

Vi ricordo che non c’è una risposta esatta. Ognuno di noi ha una visione personale delle cose. Le sfumature che percepiamo e che riteniamo importanti dipendono in primis dal nostro background, ma anche dalle esperienze che facciamo, dalle cose che leggiamo, che approfondiamo, che vediamo, che sperimentiamo. È proprio per questo che, secondo me, dovremmo rivedere le nostre priorità curricolari ogni anno, perché sicuramente anche la nostra visione delle cose cambia nel tempo proprio grazie alle esperienze e  agli approfondimenti che facciamo.

Una volta fatta questa sorta di classificazione dei contenuti, arriva la parte “difficile”, perché bisogna identificare quelle che gli autori chiamano comprensioni durevoli.

Con il termine “duraturo, durevole, resistente” (enduring) ci riferiamo alle grandi idee, alle conoscenze importanti in cui vogliamo che gli studenti “entrino” e penetrino e che vogliamo che conservino dopo aver dimenticato molti dettagli. Detto altrimenti, le comprensioni durevoli offrono una finalità più ampia per l’apprendimento di un determinato contenuto; esse rispondono implicitamente alla domanda: perché l’argomento merita di essere studiato? (G. Wiggins, J. McTighe, Fare progettazione- la “pratica” di un percorso didattico per la comprensione significativa. LAS, 2004., pag. 90)

Le comprensioni durevoli sono, quindi, le idee che ancorano, giustificano e fissano l’unità, che sono trasferibili in situazioni nuove e quindi destinate a durare anche quando i dettagli saranno stati dimenticati, che spiegano agli studenti perché quei contenuti e quelle abilità meritano di essere studiati e perché sono rilevanti anche per la loro vita oltre la scuola.

Oddio… ma come si fa?

Cosa merita di essere compreso in profondità sul sistema oceano, quali comprensioni “durevoli” voglio per i miei ragazzi di prima?

Non è facile identificarle e per questo motivo, in questa fase delicata della progettazione, gli autori propongono di usare alcuni criteri, che chiamano filtri.

In pratica, mentre analizziamo le diverse idee che ci vengono in mente, possiamo testarle facendoci queste domande:

  1. si tratta di grandi idee che vogliamo che gli studenti conservino dopo aver dimenticato molti dettagli (durevoli), che superano gli specifici contenuti di un’unità di apprendimento e hanno, quindi, valore durevole al di là del contesto scolastico (autentiche e trasferibili)?
  2. Si tratta di grandi idee che svelano come si generano le conoscenze, come le si analizza e le si usa (attenzione al processo)?
  3. Si tratta di grandi idee che sono significative per la costruzione del progetto di vita dello studente (formative)?
  4. Si tratta di concetti o processi fondamentali che spesso gli studenti faticano a comprendere, astratti, controintuitivi, spesso fraintesi e facilmente equivocati per cui è necessario che vadano chiariti?

Naturalmente, questi filtri sono semplicemente delle linee guida e non devono essere presi tutti e quattro in considerazione obbligatoriamente ogni volta.

In questo caso, però, il lavoro non è stato difficile perché mi sono basata sull’analisi dei principi dell’ocean literacy che, naturalmente, sono un distillato di tutto quanto è davvero importante su questo tema. Quindi le comprensioni durevoli della mia unità di apprendimento sul sistema oceano sono le seguenti:

  1. le acque dell’oceano si muovono continuamente con un sistema di circolazione interconnessa alimentata dal vento, dalle maree, dalla rotazione terrestre (forza di Coriolis), dal Sole e dalle differenze di densità dell’acqua. Anche la forma dei bacini oceanici e delle masse terrestri adiacenti influenzano il percorso della circolazione (Idee fondanti: DINAMICITÀ E TRASFORMAZIONE e STRUTTURA COMPLESSA DI TIPO SISTEMICO A GRANDE E PICCOLA SCALA);
  2. la maggior parte dell’acqua della Terra (97%) si trova nell’oceano. L’acqua del mare ha proprietà uniche: è salata, il suo punto di congelamento è leggermente inferiore rispetto a quello dell’acqua dolce, la sua densità è leggermente maggiore, la sua conduttività è molto più alta ed è leggermente basica (I.F. ACQUA);
  3. il sale nell’acqua di mare proviene dall’erosione in superficie delle rocce continentali, dalle emissioni vulcaniche, dalle reazioni che avvengono sui fondali oceanici e dai depositi atmosferici (I.F. DINAMICITÀ E TRASFORMAZIONE);
  4. l’oceano è parte integrante del ciclo dell’acqua ed è connesso a tutti i serbatoi della Terra attraverso i processi di evaporazione e precipitazione (I.F. ACQUA e DINAMICITÀ E TRASFORMAZIONE);
  5. l’oceano è collegato ai principali laghi, ai bacini idrografici e alle vie d’acqua poiché tutti i principali bacini idrografici sulla Terra drenano l’acqua fino all’oceano. I fiumi e i corsi d’acqua trasportano nutrienti, sali, sedimenti e inquinanti dai bacini idrografici all’oceano (I.F. DINAMICITÀ E TRASFORMAZIONE e VULNERABILITÀ);
  6. le correnti oceaniche sono masse d’acqua che fluiscono da un luogo ad un altro ridistribuendo calore e nutrienti (I.F. DINAMICITÀ E TRASFORMAZIONE);
  7. il movimento dell’acqua dell’oceano, per mezzo delle correnti guidate dal vento e dalla densità, è una componente critica del sistema climatico (I.F. STRUTTURA COMPLESSA DI TIPO SISTEMICO e DINAMICITÀ E TRASFORMAZIONE);
  8. le azioni umane hanno un impatto sul sistema oceano (I.F. STRUTTURA COMPLESSA DI TIPO SISTEMICO).

Come avrete notato, per ciascuna comprensione durevole, ho cercato di identificare  anche i nuclei fondanti che continueranno ad emergere mentre lavoreremo su questa unità in modo che anche per i ragazzi siano sempre ben chiare le grandi idee alla base della disciplina che stanno studiando .

Per dovere di cronaca, devo aggiungere che, in realtà, le comprensioni durevoli possono essere classificate in due categorie: topiche e di inquadramento generale (overarching).

Le comprensioni topiche implicano generalizzazioni che derivano da specifici contenuti e abilità richiesti dall’unità. Le comprensioni di inquadramento generale, invece, sono di portata più ampia: prevedono generalizzazioni che trascendono i contenuti specifici dell’unità e fungono da ponti per collegarsi ad altre unità o ad altri corsi.

La distinzione tra i due tipi di comprensioni durevoli non è sempre semplice da fare e comunque, nella sostanza, applicare un’etichetta di un tipo o di un altro non porta alcun contributo fondamentale al nostro lavoro in classe per cui, per quanto mi riguarda non mi soffermo fai troppo su questo punto. Può essere, però, una riflessione da fare almeno una volta, all’inizio, anche se io non starei ad impazzirci troppo.

In questa fase, può essere utile anche scrivere nero su bianco le possibili misconcezioni degli studenti che dovremo tener bene a mente quando progetteremo le attività da fare in classe per poterci lavorare in modo mirato.

Ad esempio, molti ragazzi pensano che l’acqua del mare contenga solo cloruro di sodio, mentre altri pensano che aggiungere sale all’acqua non ne cambi la densità (la cosa veramente interessante qui è che i ragazzi che studiano a memoria a parole ti dicono che la densità cambia ma quando poi testi l’effettiva comprensione delle affermazioni che fanno ti accorgi che pensano esattamente il contrario), altri ancora sono convinti che gli oceani non siano collegati tra loro o addirittura che poiché vivono lontano dal mare quello che accade al sistema oceano non abbia alcun impatto sulla loro vita.

Quali altre concezione errate avete notato discutendo con i vostri ragazzi/bambini? Scrivete anche questo nei commenti!

Bene! La “seconda puntata” di questo nostro minicorso di progettazione finisce qui. Avete già tanto su cui riflettere e da provare a mettere in pratica. La prossima settimana parleremo di domande essenziali, ossia delle domande che guideranno il percorso e, quindi, l’apprendimento dei ragazzi.

Vi ricordo di scrivere i vostri commenti direttamente qui sul blog in modo che tutti possano leggerli ed eventualmente rispondere.

Vi invito anche a iscrivervi alla mailing list. Verso la fine del percorso invierò a chi si iscrive alcune schede che potranno esservi utili per le vostre progettazioni future. Per iscrivervi dovete cliccare sul pulsante Subscribe che compare dopo circa 5 secondi da che siete arrivati sul blog. Compare una volta sola e se non cliccate subito scomparirà ma se vorrete comunque iscrivervi in un secondo momento, dovrete semplicemente chiudere la pagina e riaprirla.

Se, invece, cliccate sul pulsante Iscriviti riceverete semplicemente una notifica via mail ogni volta che pubblicherò un nuovo post. I due pulsanti, quindi, hanno funzioni diverse in modo che ognuno possa sentirsi libero di scegliere cosa fare.

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Vi abbraccio tutti! Alla prossima settimana 🙂

Per saperne di più:

7 pensieri su “Progettare unità di apprendimento IBSE: #2 come identificare le comprensioni durevoli

  1. È così cara Barbara. Il problema dell’acidificazione è assolutamente importante. Le progettazioni possono essere anche diverse tra loro e questo è un bene perché ognuno cala il tema nel suo contesto. Io, ad esempio, non l’ho inserito nella mia unità non perché non lo ritenga rilevante ma perché solitamente tratto questo argomento in terza quando faccio un po’ di storia della Terra e parlo di alcune delle grandi estinzioni di massa. Mi piace raccontare il passato e poi mostrare alcune immagini degli ultimi anni per far sentire con maggior forza emozionale non solo la rilevanza del problema ma anche quanto sia importante conoscere il passato per capire meglio il nostro presente e il nostro futuro. È vero però che anche la ricorsività può essere un modo importante per far fissare concetti e idee per cui credo che farò mio il vostro suggerimento e quest’anno inserirò anche un accenno a questo tema (che riprenderò comunque in terza) ricollegandomi così anche alla parte di chimica che facciamo sempre nel primo anno. Grazie per tutti i vostri preziosi contributi!!!

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  2. Faccio tesoro di tutto ciò che viene condiviso e ringrazio Barbara e tutti.Tra i vari aspetti presentati mi sembra opportuno inserire come già Laura ha indicato il problema dell’ acidificazione degli oceani ( relazione aria- acqua, solubilità liq-gas) . Insegno nella scuola media e penso sia importante far superare ai ragazzi la schematizzazione delle scienze secondo i capitoli del libro ( che credo sia condiviso da barbara e da chi segue questo blog! ). Al tempo stesso devo stare attenta a non disorientarli! La progettazione a ritroso consente di non correre questo rischio. Ho capito bene?!
    Buon pomeriggio
    Barbara F

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  3. Pingback: Progettare unità di apprendimento IBSE: #3 come identificare le domande essenziali | IBSE e dintorni

  4. Cara Barbara, temo che i miei traguardi siano meno “alti” rispetto ai tuoi. Riporto qui di seguito ciò che non avevo segnato rispetto ai tuoi obiettivi:
    Conoscenze che meritano familiarità:
    Origine dell’acqua sulla Terra.
    Formazione dei primi oceani e dell’atmosfera.
    Link BIOLOGIA: fattori da cui dipende la distribuzione della vita marina e principali zone oceaniche.
    Forze che agiscono sulle linee di costa.
    La morfologia costiera: forme di erosione e di deposito.
    Stabilizzazione delle spiagge (strutture di protezione e ripascimento).
    Storia delle esplorazioni dei fondali oceanici e strumenti della batimetria.
    Professione: oceanografo.

    Conoscenze e abilità importanti:
    Origine dei sali marini.
    I modelli di circolazione delle acqua oceaniche: correnti superficiali e gyres(Circuiti).
    Upwelling costiero.
    Gli effetti di El Niño e La Niña
    Circolazione nel Mar Mediterraneo.
    Caratteristiche del moto ondoso in mare aperto e vicino alla costa.

    Aggiungerei invece i seguenti punti:
    Differenze tra mari e oceani
    Ruolo del mare nello sviluppo delle civiltà.
    Approfondimento sulla circolazione termoalina / la corrente del Golfo

    A dire il vero ritengo interessanti i punti segnati in rosso e naturalmente mi piacerebbe che potessero far parte del processo di apprendimento, ma il tempo è tiranno (almeno con me!) e la mia scelta è di approfondire soprattutto gli aspetti legati all’inquinamento (eutrofizzazione, isole di plastica previste dall’algoritmo associato alle correnti, microplastiche che entrano nella catena alimentare, aumento di CO2 in atmosfera con conseguente acidificazione degli oceani e squilibri nella biosfera marina, aumento dei gas ad effetto serra in generale che porta a cambiamenti climatici tali da far sì che si abbia innalzamento del livello degli oceani e rallentamento della corrente del Golfo). Fra l’altro lo studio dei fondali marini sarà affrontato nel triennio in modo approfondito con riferimento all’espansione dei fondali marini e alla teoria della tettonica delle placche. Se però troviamo insieme il modo di ampliare le conoscenze dei ragazzi inserendo tutti i punti da te elencati, tanto meglio!

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    • Cara Laura, grazie di cuore per il tuo commento sia per il suo valore sia perché mi ha permesso di capire che non sono stata sufficientemente chiara quando ho parlato della suddivisione dei contenuti possibili in due categorie. Mi spiegherò meglio la prossima settimana ma è importante che sottolinei che ho parlato di tutti i contenuti possibili suddivisi in due categorie di priorità e non di obiettivi. Provo a spiegarmi meglio. Io non faccio tutte le cose che ho inserito nell’elenco perché sarebbe impossibile se non in un corso monotematico. Questa è una prima scrematura che ci consente di stabilire cosa riteniamo fondamentale e cosa invece no. Io in classe affronto in profondità “solo” i concetti che ho inserito nella seconda categoria. Il resto lo faccio “assaggiare”, se riesco, attraverso una breve discussione, uno stimolo visuale, un piccolo video… ma non lo trattiamo come faccio invece con il resto. Ci sono troppe cose che si potrebbero dire o fare ed è proprio per questo che parlo sempre delle nostre priorità, quelle che rendono unico il nostro insegnamento perché a seconda del nostro bagaglio culturale, delle nostre preferenze, rendiamo unico un percorso che non potrà/dovrà mai essere omologato. Identifichiamo le fondamenta, i contenuti imprescindibili ma poi organizziamo il tutto in modo estremamente personale. La condivisione di tutto ciò è preziosa proprio per questo, perché ci può mostrare strade a cui non avevamo pensato o rafforzare le idee che già avevamo con nuovi esempi o spunti. La prossima settimana ribadirò meglio tutto ciò e, poiché chiuderemo questa prima fase della progettazione (identificando le domande essenziali e finalmente declinando i concetti che abbiamo identificato in conoscenze, abilità e competenze) forse tutto sarà finalmente più chiaro. Grazie ancora Laura!

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      • Ringrazio tutti per i commenti, provo a partecipare attivamente e poi mando un allegato a Barbara se poi vorrà usarlo. Ho messo senza punti le mie modifiche e ho tolto qualcosa, non so se può piacere
        Conoscenze e abilità importanti:
        analisi curva ipsografica
        • Composizione dell’acqua di mare.
        • Definizione di salinità e unità di misura utilizzata per esprimerla.
        • Origine dei sali marini.
        conseguenze legate alla salinità
        • Principali fattori da cui dipendono le variazioni di temperatura negli oceani.
        • Definizione di termoclino.
        • Stratificazione delle acque oceaniche.
        • Definizione di corrente oceanica.
        • Circolazione oceanica superficiale (effetti del vento sul movimento dell’acqua in superficie e dell’effetto di Coriolis sul movimento di oggetti o materiali quando vengono osservati in un sistema in rotazione).
        • Correnti oceaniche e clima.
        • Circolazione nel Mar Mediterraneo.
        morfologia costiera e Origine del moto ondoso https://www.arpae.it/dettaglio_generale.asp?id=3295&idlivello=1885
        • Definizione di maree.
        • Forze che causano le maree.
        • Educazione Ambientale: effetti della dispersione della plastica e di altri inquinanti negli oceani.
        comprensioni durevoli :
        1. le acque dell’oceano si muovono continuamente con un sistema di circolazione interconnessa alimentata dal vento, dalle maree, dalla rotazione terrestre (forza di Coriolis), dal Sole e dalle differenze di densità dell’acqua. Anche la forma dei bacini oceanici e delle masse terrestri adiacenti influenzano il percorso della circolazione (Idee fondanti: DINAMICITÀ E TRASFORMAZIONE e STRUTTURA COMPLESSA DI TIPO SISTEMICO A GRANDE E PICCOLA SCALA);
        2. la maggior parte dell’acqua della Terra (97%) si trova nell’oceano. L’acqua del mare ha proprietà uniche: è salata, il suo punto di congelamento è leggermente inferiore rispetto a quello dell’acqua dolce, la sua densità è leggermente maggiore, la sua conduttività è molto più alta ed è leggermente basica (I.F. ACQUA);
        *il calore: nell’oceano si accumula energia termica e anche cinetica, tale enorme quantità di energia non possiamo usarla «gratuitamente». Nonostante infatti contenga calore in quantità infinitamente più grande del calore del nostro corpo, non possiamo scaldarci le mani al suo calore perché l’oceano è una sorgente più fredda delle nostre mani e il calore non può passare da un corpo più freddo a uno più caldo spontaneamente. Recenti “idee” sono allo studio, speriamo bene… LINK https://www.scientificamerican.com/article/climate-solution-use-carbon-dioxide-to-generate-electricity/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=sustainability&utm_content=link&utm_term=2019-07-18_featured-this-week&spMailingID=59950819&spUserID=NDA3MTUxNjU1MDI1S0&spJobID=1682452255&spReportId=MTY4MjQ1MjI1NQS2 (I.F. DINAMICITÀ E TRASFORMAZIONE);
        4. l’oceano è parte integrante del ciclo dell’acqua ed è connesso a tutti i serbatoi della Terra attraverso i processi di evaporazione e precipitazione (I.F. ACQUA e DINAMICITÀ E TRASFORMAZIONE);
        5. l’oceano è collegato ai principali laghi, ai bacini idrografici e alle vie d’acqua poiché tutti i principali bacini idrografici sulla Terra drenano l’acqua fino all’oceano. I fiumi e i corsi d’acqua trasportano nutrienti, sali, sedimenti e inquinanti dai bacini idrografici all’oceano (I.F. DINAMICITÀ E TRASFORMAZIONE e VULNERABILITÀ);
        6. le correnti oceaniche sono masse d’acqua che fluiscono da un luogo ad un altro ridistribuendo calore e nutrienti (I.F. DINAMICITÀ E TRASFORMAZIONE);
        7. il movimento dell’acqua dell’oceano, per mezzo delle correnti guidate dal vento e dalla densità, è una componente critica del sistema climatico (I.F. STRUTTURA COMPLESSA DI TIPO SISTEMICO e DINAMICITÀ E TRASFORMAZIONE); LINK http://www.fotovoltaicosulweb.it/guida/l-energia-rinnovabile-che-viene-dal-mare.html
        8. le azioni umane hanno un impatto sul sistema oceano (I.F. STRUTTURA COMPLESSA DI TIPO SISTEMICO).

        Piace a 1 persona

      • Grazie Paola per le tue preziose osservazioni!
        Ogni contributo è prezioso perché ognuno di noi vede cose diverse e può essere di grande stimolo per gli altri. Lo scopo di tutto questo non è arrivare ad un unico documento comune ma fornire spunti, riflessioni, idee affinché ciascuno di noi possa “cucire” il proprio percorso intorno ai propri ragazzi. Grazie davvero! Continuate così vi prego! 😊

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