Didattica a distanza e fusi orari

Questa ve la devo proprio raccontare!

In un mio vecchio post vi avevo già spiegato come affronto in classe l’argomento dei fusi orari per renderlo un pochino più interessante, utile e perché no, divertente.

Quando prevedi attività da fare in gruppo e in sincrono, però, diciamo che la didattica a distanza non è proprio la condizione ideale per cui, arrivato il momento di parlare di fusi orari, non sapevo bene come poter gestire le cose.

Se ricordate (altrimenti potete rileggere l’attività qui) per fissare i concetti, solitamente faccio fare una gara a squadre sfruttando un gioco on line, reperibile sul sito di QuiaQuintessential Instructional Archive: Rags to Riches.

Per giocare serve anche una carta dei fusi orari abbastanza dettagliata (se ne preferite  una interattiva vi consiglio quella presente sul sito timeanddate.com, oppure ottima è anche quella disponibile su Wikipedia che vedete qui sotto).

La parte, per me, irrinunciabile di questa attività è proprio la gara della fase di Elaborate, ma come fare?

Per ogni problema c’è una soluzione, giusto?

Problema numero 1: Rags to Riches richiede Adobe Flash Player. Già mi immaginavo la scena:

Prof. la pagina non si apre…

Prof. il link non funziona…

Prof. mi dice che serve adobe Flash ma io ho un cellulare…

Potrei andare avanti così ancora a lungo.

Soluzione: ho creato un Modulo Google in cui ho trasferito tutte e dieci le domande del gioco con soluzioni a risposta multipla. Non è proprio la stessa cosa ma può andare…

Problema numero 2: il gioco è a squadre. Su Meet? Come fare?

Conoscete il canale YouTube di Jessica Redeghieri? Hai un problema con Google? Te lo risolve lei.

Non prendetemi per matta ma, in questi tre mesi di quarantena forzata, per non impazzire, tutte le mattine alle 6.30 ho camminato sul tapiroulant per una mezz’oretta. Per vincere la noia delle routine mi piace guardare video in cerca di ispirazione e quelli di Jessica non me li perdo mai, c’è sempre qualcosa da imparare. La fedeltà mi ha premiata 🙂

Ecco a voi: come lavorare a piccoli gruppi su Meet.

Quindi, mi sono organizzata così: ho creato i gruppi di studenti, organizzato quattro nuove stanze (una per gruppo), preparato il modulo google per la gara e mi sono lanciata!

Immaginate la scena tenendo a mente che sono ragazzi di prima.

Ci incontriamo inizialmente nella solita stanza di Meet che è diventata la nostra aula e comincio a spiegare cosa dovranno fare per partecipare alla gara.

Non c’è gara senza premio, ma a distanza è dura regalare qualche gadget per cui, crepi l’avarizia, ho promesso di alzare di mezzo punto il voto dell’ultima verifica ai partecipanti del gruppo che avrebbe inviato per primi il modulo con il numero maggiore di risposte corrette.

Cosa non farebbero per uno 0.5 in più! 😉

Bene, al mio via si trasferiscono nelle stanze create per ciascun gruppo dove, in chat, trovano il link al modulo google e quello della carta dei fusi orari di cui vi ho parlato prima.

Nonostante abbia scaricato l’estensione “Mute tab” consigliata da Jessica per evitare si sentire la voce di tutti i ragazzi contemporaneamente, decido di provare ad ascoltare tutti per vedere cosa succedeva.

Avete presente la scena del film con Jim Carey, Una settimana da Dio, in cui Bruce diventato Dio sente le preghiere di tutte le persone nel mondo e gli sembra di impazzire?

Bene, all’inizio è stato così anche per me ma, ascoltarli al lavoro è stato davvero, davvero esilarante!

Geografia, questa sconosciuta!

Ho sentito di tutto!

Dai, oh! Sbrighiamoci a vincere che quel mezzo punto mi serve! (Studenti che studiano solo per il piacere di imparare!)

Ma Chicago dov’è?

Il Perù dove si trova?

Oh raga, Toronto è in Italia, vero?  R: Sì credo di sì  – Della serie: “Checco Zalone non sei nessuno! 🙂

Dopo il caos, finalmente l’organizzazione

Dopo i primi istanti di vero caos, però, hanno cominciato ad organizzarsi. Inizialmente, visto che si trattava di una gara a tempo,  hanno pensato fosse meglio dividersi le domande facendone due a testa poi, hanno capito che per essere sicuri di non sbagliare dovevano discuterne insieme e così hanno fatto, finendo tutto in circa 25 minuti.

Io non sono mai intervenuta, ma mi sono limitata ad ascoltarli in silenzio rendendomi disponibile in caso di necessità.

L’attività è andata bene. I vincitori hanno avuto il loro mezzo punto in più (e gli altri uno 0,25 come premio di consolazione) e abbiamo anche riso insieme degli “orrori geografici” che avevo sentito. Ciò che per è stato davvero importante, però,  è stato il fatto che non solo hanno capito bene cosa significano veramente fuso orario e linea del cambiamento di data ma hanno allenato competenze trasversali molto importanti: come il sapersi organizzare, lavorare in gruppo, collaborare…

Insomma… credo sia stata un’ora spesa bene!

Certo mi è costato molto tempo e impegno organizzare questa “cosa” ma sono contenta perché anch’io, come loro, ho dovuto allenare le mie competenze digitali e, quindi, so che anche stavolta sono riuscita a imparare qualcosa di importante insieme a loro.

Buona ultima settimana di scuola!

Un abbraccio

Barbara

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